Il Manifesto

L’Artisticismo segue delle poche e semplici regole che, però, vanno prese quasi alla lettera, altrimenti serviranno ben a poco. Detto questo possiamo cominciare.
Tutto ciò che rientrerà in queste descrizioni potrà esser considerato appartenente a questa nuova, nuovissima, corrente di pensiero artistica che può benissimo esser accessibile a tutti, purché sappiano apprezzare cose bizzarre e senza tempo.

Tutto può essere Artisticista. Da una frase ad una singola parola, da una foto ad un disegno, da un modo di dire ad un modo di fare, da un nome ad un oggetto. Tutto!

Le frasi artisticiste sono caratterizzate da un miscuglio di parole in lingue diverse ma senza esagerare. Una o due parole su tutta la frase sono in un linguaggio che non sia quello proprio di colui che crea la sentence. Naturally l’accostamento dei vocaboli dovrà indubbiamente avere un buon suono ed essere poetico a suo modo.
In realtà la cosa diventa forse soggettiva ma a questo si rimedia subito. Se la frase in questione avrà le parole più difficili nella lingua diversa allora non potrà essere artisticista. Solo parole semplici nella lingua straniera altrimenti rischierà di essere difficile alla comprensione dell’interlocutore e questo è male. Il linguaggio artisticista è innanzitutto immediato, semplice.
Esiste anche il caso in cui la frase o il concetto possa essere definito come nonsense. Chiaramente anche in questo caso dovrà non avere senso grazie all’accostamento di parole artisticiste di lingue diverse oppure della stessa lingua, in questo caso non conta più.
Certamente anche una singola parola più risultare appartenente a questa corrente innovativa. Difatti basta pensare a certe esclamazioni come “Yeah!” (o “very Yeah!”) o “braFa”... Il segreto, questa volta, non sta nel cambiare del tutto la parola ma modificarne magari solo una lettera. Meno è alterata e meglio è. More over la cosa fondamentale è che questo vocabolo venga usato spesso e sempre nello stesso contesto. Un esempio può ritornare ad essere “Yeah”: esso viene utilizzato al posto della semplice affermazione “sì”, ormai vecchia ed assai troppo utilizzata, anche da altre lingue. Il succo di tutto questo è prendere una parola cambiarne una lettera di modo che significhi qualcos’altro magari oppure assolutamente niente e usarla sempre al posto del vocabolo originale. Esistono molte, se non infinite, possibilità per fare una del cosa genere ed è questo che rende i termini artisticisti così vari e, spesso e volentieri, unici. Non è affatto necessario, infatti, che la voce così creata venga poi sparsa e fatta propria da altre persone, può appartenere anche solo ad un singolo individuo che ne dovrà, per questo, essere orgogliosamente compiaciuto.

Un’immagine può essere Artisticista? Bien sûr che può esserlo! Con i colori giusti ed i soggetti altrettanto azzeccati può benissimo considerarsi tale.
Un soggetto artisticista si distingue per la sua forma bizzarra, per l’insolito contesto in cui si trova oppure per essere un soggetto apparentemente normale, ad esempio un semplice panorama o anche una nuda casa, che però si ritrova ad avere dei colori a dir poco sublimi, che catturano anche un occhio inesperto e fanno esclamare un sentito “very Yeah”. Non ho esempi da fare purtroppo poiché ancora anche se del tutto inesistenti non sono proprio, ve ne sono alcune molto belle guardando su Internet, con dei colori magnifici e phantastici, anche contrastanti magari ma che donano davvero un carattere impressionante all’immagine in questione, quasi patetico, nel vero senso della parola.

Il numero 340 è il Numero Principe dell’Artisticismo. Può essere usato in qualsiasi contesto, per fare esempi con cifre a caso, oppure anche fissando il suddetto numero come preso per vero. Inoltre è veloce da dire e un po’ più difficoltoso da scrivere, il che è ottimo per un qualcosa di Artisticistico: niente dev’essere semplice sotto ogni punto di vista da cui lo si guardi. Almeno un aspetto più complesso degli altri lo deve avere.

Ora non mi è rimasto più molto à dire, Signori e Signore. Queste sono le basi di questa nuova corrente che imperverserà nelle vostre menti fin troppo comuni oramai! Lasciatevi trascinare, orsù, nulla avete ancora da perdere ma tutto da guadagnare!
That’s all folks!

Manifesto redatto by: Pante.